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Il mio Blog


Ecco come è andata.
(…)Ho un problema serio con la noia. La noia è tutto, sono le scritte in treno che ho imparato a memoria. It’s dangerous to lean out. Ne pas se pencher au dehors. Nicht Inauslehnen. La scrittura erano i viaggi in treno, dodici ore di tedio, spiando le bicocche dei mezzadri sopra colli estranei, la tristezza delle case cantoniere, i paesaggi che sfuggivano indolenti, miseri, luoghi inauditi, rivelati dal ritmo monotono delle rotaie, dall’odore che emana tutto intorno il viaggi
veronicatomassini9
23 magTempo di lettura: 8 min


IL VASO CON LE DALIE
Tutto è così reale e ci confonde. Siamo dentro un film dove protagonisti o comparse d’uomo riceveranno entrambi un Oscar per aver interpretato la vita. Il senso delle cose diventerà scenografia di un qualcosa che crediamo esista. Diventeremo icone per altri nuovi umani che ripeteranno la nostra stessa sceneggiatura. Dalla postfazione di Giulia Longo, scrittrice e traduttrice, al libro di poesie di Pablo Paolo Peretti, di prossima uscita per Transeuropa, "Il vaso con le dalie"
veronicatomassini9
29 aprTempo di lettura: 3 min


Impazzire di luce
di Cristina Pasqualini Impazzita di luce Impazzita e basta Senza troppi complimenti Senza ulteriori commenti Fuori dalla storia e dalla morale Fuori corso, fuori tema, fuori vena. Tu hai creato la sagoma che hai davanti metà bestia metà umana, tinta vagamente di mostruosità epica. Tutto ignori di lei Le sue ragioni, il suo senso, la sua libertà. Tu vorresti isolare la figura umana dal suo ambiente, sciogliere i groppi con le tue pozioni. Ma qualcosa sfugge al tuo controllo: a
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22 aprTempo di lettura: 2 min


Rallentare
di Laura Torcoli Rallentava Maria, la malattia improvvisa l’aveva costretta ad assumere una nuova postura, non per scelta ma, per costrizione, fu messa di fronte allo sconforto. Qualche mese trascorso fra il letto e il divano, pochi passi per recarsi alla toilette o verso la cucina per inghiottire qualcosa di solido prima dell’assunzione della terapia orale, quattro compresse di grandi dimensioni, cinque centimetri ovali, se non faceva attenzione a deglutire velocemente le
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12 aprTempo di lettura: 2 min


MORBO
di Idria Pilogallo Sant’Elia, Scilla, agosto 2022 Nell’afa della controra che riempiva l’aria, il vento di scirocco inchiodava l’aquilone di Nino al cielo. Nino e Leo avevano voltato le spalle al paese da un pezzo per avventurarsi nella ricerca di animali selvatici. A mano a mano che si avvicinavano al punto più alto, i raggi infuocati lasciavano il posto alla frescura. Da lassù, si vedeva il mare, la grande lacrima di blu offuscata dal velo d’ardore che smaltiva il fu
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11 aprTempo di lettura: 3 min


La memoria dell’iride
di Idria Pilogallo Mia madre è morta; anzi no. Il suo corpo resiste. Respira ancora. La vedo distesa. Silenziosa. Vagante. Finita. La fisso, lì sul letto, quasi immobile, nella sua camicia da notte bianca, con gli orli di pizzo. Faccio di tutto per non cambiare le abitudini. Le osservo le mani, ogni tanto accennano un leggero scatto, serrano le lenzuola e poi, di colpo, si bloccano. Rigide. Ecco, mi scruta. «Mamma, sono io…» le dico con la voce più possibile dolce. Lei però s
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4 aprTempo di lettura: 4 min


Mademoiselle - Campi a perdita d'occhio
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veronicatomassini9
30 marTempo di lettura: 2 min


Mademoiselle
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29 marTempo di lettura: 2 min


Irreversibile
Inedito di Giorgia Deidda Non era il silenzio a farmi paura, ma la sua consistenza — quella materia invisibile che si appiccicava ai pensieri come una pellicola oleosa, deformandoli, rendendoli irriconoscibili anche a me stessa, come se qualcuno avesse preso la mia mente e l’avesse immersa in un bacino d’acqua, non per proteggerla ma per osservarne il lento appannarsi, il respiro che si accumula e si ritorce contro chi lo emette. Mi svegliavo già stanca, con la sensazione di
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28 marTempo di lettura: 6 min


Inedito siciliano
Mi consolavo da sola. Indossavo vestiti pesanti come drappi. Uno lo avevo acquistato sulle bancarelle del mercato alle Porte di Clignancourt. Parigi era grigia anche in Primavera, un aprile freddo sulla Senna. Lo ricordavo in gran segreto. Ma ero al Tempio. Il caldo abbrancava tumidamente il profilo delle cose, che brillavano nell’inganno; il bitume dell’asfalto, più in là, risalendo il corso, si arginava in false oasi, come piccoli ristagni, una cintola simile al ruscello ch
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26 marTempo di lettura: 3 min


Lupi Mannari
di Filippo La Torre Due destini nati nello stesso fango: Vincenzo cerca il riscatto attraverso la disciplina, Virginia si perde nell'abisso della strada. Una storia di redenzione possibile per tutti, tranne che per chi ha smesso di sognare. Sotto il cielo di una Palermo verace e ferale, l’infanzia di Virginia e Vincenzo si intreccia durante un temporale di fine estate tra i cortili polverosi di un antico Baglio agricolo. Quello che nasce come un legame innocente viene reciso
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25 marTempo di lettura: 6 min


Mademoiselle
Mademoiselle sedeva al tempio dunque. Il suo aplomb ordinatissimo. Il suo bel vestito lungo, verde come certe foglie d’autunno sui sentieri di un parco prima di ingiallire o di trasformarsi in macchie rossastre e scivolose. I suoi capelli erano bruni, spessi, acconciati da un lato. Aveva un’aria molto severa, composta, ma intimamente mademoiselle era vergognatissima, a disagio. La vita si accalcava in una piazza di pietra bianca. Gente, uomini, donne, vecchi, gente primitiva,
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23 marTempo di lettura: 3 min


La primavera, un affare di famiglia.
di Laura Torcoli La primavera è sempre stata la stagione preferita in famiglia, si aprivano le finestre e usciva quel poco di odore di stantio da permettere di immaginare e credere in un futuro migliore, avrebbe potuto rendere tutto ciò che il passato aveva dimenticato di consegnare alla nascita, un colore, un profumo, un regalo inaspettato, un nome, una sorpresa qualunque. La stagione dei boccioli e dei primi germogli, dei fiorellini azzurri cielo nei prati di campagna, ai b
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22 marTempo di lettura: 2 min


Danzare nel vuoto
Dalla prefazione di Ines Testoni, direttrice del Master in Death Studies & The End of Life, all’Uniersità degli Studi di Padova: “L’invito che ho lanciato ai genitori che devono fronteggiare la morte di un figlio è quello di non sottovalutare mai il peso dei nomi, delle eredità invisibili, dei traumi non elaborati di cui un necronimo è inevitabilmente vettore. Dare un nome non è un atto neutro: è un gesto di fondazione, che può generare radici o catene. E ogni nuova vita h
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21 marTempo di lettura: 3 min


La terra dei neri
di Idria Pilogallo LA TERRA DEI NERI Anna rimane a fissare il mare, gli sbuffi che ondeggiano e si confondono in un unico blocco blu, finché finalmente sente la sirena di un piroscafo avvicinarsi e rombare sopra il bisbiglio del mare. Il suo mare blu, quasi nero, scosso sempre, a volte violento e furioso. Le nuvole di fumo dense e bianche annunciano con un fischio l’ingresso nel porto e si alzano nel cielo sereno. Con uno scatto Anna si rimette in piedi. Vede avvicinarsi l’
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20 marTempo di lettura: 3 min
La Salvezza -
I giorni di marzo profumano di glicine. Ogni anno, il glicine al davanzale mi restituisce una seppur mondana perennità. L'ordine del mormorio, dell'assenza, del qualcosa di smarrito si riannoda e torna, un immacolato figliol prodigo per eccesso di virtù, colpevole per eccesso di scrupoli; e il glicine par ricordare ogni minuzia, la riformula a brani, così che non debba diventare una catapulta o una prova superiore all'esercizio stridulo della lamentazione. Mi sembra di penet
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16 marTempo di lettura: 1 min


La Salvezza - Il grano di un rosario.
Ogni tanto mi assale un torpore. Assale, quasi di sorpresa, una dolcezza in salita, una scogliera, i raggi specchiati sulle onde benevole e azzurre, distinte nei morbidi avvitamenti schiumosi, e d'intorno il profumo aspro del mezzogiorno d'estate. Un frame che non mi procura dolore o la sensazione di essere qui, desta, sempre d'intralcio, il fatto di sbieco a una qualche ordinarietà che mi rifiuta. Ero il perno isolato, circondato soltanto per un breve tratto da coevi curiosi
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13 febTempo di lettura: 3 min


La Salvezza - Gigli
Facevo fatica a tornare sui miei passi, noiosi, impauriti; percorrere il ponte, in certe ore del pomeriggio, con il libeccio trai capelli, denso di malinconia, tra le più funeste, o nel furore dei nembi violacei al tramonto. E nel frattempo, pensavo ai miei amici. Ed erano morti. Saliti oltre il reticolo delle protosfere, sopra le nostre possibilità di comprenderne le rivelazioni sedotte da folgori e sottilissimi riverberi, i veli tradotti in drappi di separazioni. I miei ami
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28 dic 2025Tempo di lettura: 3 min


Christiane.
Secondo me Berlino è la città che merita preludi piovosi. O cose come, al primo rigo: cominciò a piovere. Sotto la porta di Brandeburgo. Cominciò a piovere. Era Berlino Ovest. I libri di storia contemporanea ricordano l’affondo del presidente Von Weizsacker sulla questione tedesca: “Fintanto la porta rimarrà chiusa” eccetera eccetera, pontificava nel magma capzioso del veleno propagandista, ovunque e fuori la guerra, sorprendere una qualche verità è penetrare una disperazione
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4 dic 2025Tempo di lettura: 3 min


La Salvezza - Fuori
Alle tre del pomeriggio ero giù fuori di casa. La liceale voleva diventare la brava bambina, ma non lo era. Occhiali, cerchietto a ordinare i capelli arruffati, il busto per la scoliosi. E invece ero il solito puledrino dal costato scarno, che il padrone dimenticava di guardare. Fuggivo dall'oppressione, dalla prova può darsi, lo era intrinsecamente, una croce in definitiva, la seconda per importanza o cronologicamente. Portavo con me il disprezzo e la trascuratezza dei figur
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9 nov 2025Tempo di lettura: 4 min
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