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Il mio Blog


UNA NOTTE DI FEBBRAIO
di Idria Pilogallo Roma, inverno 1997 Avanzai verso la metro con passo svelto. La sensazione che quel vecchio mi avesse appena spellata viva me la portai dritta giù per le scale della linea A. Due ore prima uscivo dalla Caserma Sani, ancora intontita dalle lezioni di filologia romanza e gonfia di quel fardello morale che ti regala l’istruzione universitaria. Guardavo la gente a Piazza Vittorio dall’alto in basso, protetta dal mio cappotto buono e dalla convinzione che s
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26 agoTempo di lettura: 2 min


A OTTANTA ALL’ORA
di Idria Pilogallo Roma, estate 2020 Il policarbonato puzza di colla e di resa. Ho piantato quattro viti nei montanti dell’auto e ho sigillato lo spazio tra i sedili anteriori e quelli posteriori. Una lastra trasparente, spessa tre centimetri, che ora separa il mio collo dal suo furore. Mio figlio ha diciannove anni e l’auto è il suo unico santuario, il solo luogo sulla terra dove l’asfalto che scorre sembra placare il formicolio che gli devasta il cervello. Non appena pren
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11 agoTempo di lettura: 2 min


MARE DI GRAZIA
di Idria Pilogallo Porto delle Grazie, autunno 2024 La treccia della nonna fu l’ultima cosa che vide di lei prima che la notte lo inghiottisse. Si era tirata su le maniche e l’aveva sollevato verso la chiglia piegandosi tutta verso di lui, che aveva tentato invano di trattenerla. Poi fu la notte. Una notte fonda e nera. Balzò sul barcone con uno slancio di energia che non sapeva di avere. Il mare scosso e nero gli dava una strana pace. Pioveva forte e il fragore delle
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4 agoTempo di lettura: 2 min


La voce letteraria di Idria Pilogallo
di Idria Pilogallo I GABBIANI DI PIETRALATA Roma, estate 1996 I gabbiani erano i veri padroni di quella Roma rovente, regina ferita e sventrata dalla calura. Sorvolavano l’asfalto di Pietralata come presagi bianchi e spietati. Banchettavano sul degrado calando bassi tra l’immondizia e il piscio secco dei vicoli. Il sole picchiava sulle teste come un martirio già alle nove del mattino quando salivo da mia madre per la solita condanna che mi scavava dentro: la fame chimica, la
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28 lugTempo di lettura: 2 min


Mademoiselle (inedito)
Mademoiselle si svegliava certe mattine di sole con una gran voglia di vita addosso, malgrado degradasse tutte le volte nelle cose passate, nelle cose morte, che non sarebbero tornate più. Ecco che la domenica indossava i suoi soliti jeans, le scarpe comode, annodava i capelli sulla nuca, era pronta, usciva a metà mattina, col sole tiepido accorato sulle sue spalle, andava in centro commerciale. Sorrideva o cantava o ammutoliva di colpo. Aspettava di rivedere qualcuno, di rit
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18 lugTempo di lettura: 2 min


Antefatto di un romanzo
Sembra che il tutto da dire e da farsi, più da farsi, sia stata eseguito in prima e definitiva istanza negli anni della giovinezza. Da questa ho attinto i miei romanzi, fino a che ne avessi avuto necessità. Il regesto diventa l'opera omnia. C'è una zona della mia giovinezza che ho tenuto fuori dal luogo infernale in cui il resto ha dimorato. Ho tenuto fuori dalla memoria che dichiaro apertamente luttuosa, accogliendo essa la somma delle privazioni. La zona esclusa è la sfavil
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27 giuTempo di lettura: 3 min
Lettera alla Murgia a cui non ha mai risposto
Penso che hai solo sbagliato aggettivo. Basta riformulare: “un’idea parziale” di estetica magari, non un’idea di donna, ancor peggio una “idea disgustosa di donna”. Il tuo fighting era destinato alla copertina di Marie Claire, con una magrissima modella su uno sfondo autunnale. Cara Michela Murgia dovevi concentrarti sul movente dell’idea, un’idea dell’ estetica, non di donna. Nel senso che la tua veemenza o militanza, nobile per carità, ferisce tutto sommato una parte della
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21 giuTempo di lettura: 2 min


Ecco come è andata.
(…)Ho un problema serio con la noia. La noia è tutto, sono le scritte in treno che ho imparato a memoria. It’s dangerous to lean out. Ne pas se pencher au dehors. Nicht Inauslehnen. La scrittura erano i viaggi in treno, dodici ore di tedio, spiando le bicocche dei mezzadri sopra colli estranei, la tristezza delle case cantoniere, i paesaggi che sfuggivano indolenti, miseri, luoghi inauditi, rivelati dal ritmo monotono delle rotaie, dall’odore che emana tutto intorno il viaggi
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23 magTempo di lettura: 8 min


IL VASO CON LE DALIE
Tutto è così reale e ci confonde. Siamo dentro un film dove protagonisti o comparse d’uomo riceveranno entrambi un Oscar per aver interpretato la vita. Il senso delle cose diventerà scenografia di un qualcosa che crediamo esista. Diventeremo icone per altri nuovi umani che ripeteranno la nostra stessa sceneggiatura. Dalla postfazione di Giulia Longo, scrittrice e traduttrice, al libro di poesie di Pablo Paolo Peretti, di prossima uscita per Transeuropa, "Il vaso con le dalie"
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29 aprTempo di lettura: 3 min


Impazzire di luce
di Cristina Pasqualini Impazzita di luce Impazzita e basta Senza troppi complimenti Senza ulteriori commenti Fuori dalla storia e dalla morale Fuori corso, fuori tema, fuori vena. Tu hai creato la sagoma che hai davanti metà bestia metà umana, tinta vagamente di mostruosità epica. Tutto ignori di lei Le sue ragioni, il suo senso, la sua libertà. Tu vorresti isolare la figura umana dal suo ambiente, sciogliere i groppi con le tue pozioni. Ma qualcosa sfugge al tuo controllo: a
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22 aprTempo di lettura: 2 min


Rallentare
di Laura Torcoli Rallentava Maria, la malattia improvvisa l’aveva costretta ad assumere una nuova postura, non per scelta ma, per costrizione, fu messa di fronte allo sconforto. Qualche mese trascorso fra il letto e il divano, pochi passi per recarsi alla toilette o verso la cucina per inghiottire qualcosa di solido prima dell’assunzione della terapia orale, quattro compresse di grandi dimensioni, cinque centimetri ovali, se non faceva attenzione a deglutire velocemente le
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12 aprTempo di lettura: 2 min


MORBO
di Idria Pilogallo Sant’Elia, Scilla, agosto 2022 Nell’afa della controra che riempiva l’aria, il vento di scirocco inchiodava l’aquilone di Nino al cielo. Nino e Leo avevano voltato le spalle al paese da un pezzo per avventurarsi nella ricerca di animali selvatici. A mano a mano che si avvicinavano al punto più alto, i raggi infuocati lasciavano il posto alla frescura. Da lassù, si vedeva il mare, la grande lacrima di blu offuscata dal velo d’ardore che smaltiva il fu
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11 aprTempo di lettura: 3 min


La memoria dell’iride
di Idria Pilogallo Mia madre è morta; anzi no. Il suo corpo resiste. Respira ancora. La vedo distesa. Silenziosa. Vagante. Finita. La fisso, lì sul letto, quasi immobile, nella sua camicia da notte bianca, con gli orli di pizzo. Faccio di tutto per non cambiare le abitudini. Le osservo le mani, ogni tanto accennano un leggero scatto, serrano le lenzuola e poi, di colpo, si bloccano. Rigide. Ecco, mi scruta. «Mamma, sono io…» le dico con la voce più possibile dolce. Lei però s
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4 aprTempo di lettura: 4 min


Mademoiselle - Campi a perdita d'occhio
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30 marTempo di lettura: 2 min


Mademoiselle
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29 marTempo di lettura: 2 min


Irreversibile
Inedito di Giorgia Deidda Non era il silenzio a farmi paura, ma la sua consistenza — quella materia invisibile che si appiccicava ai pensieri come una pellicola oleosa, deformandoli, rendendoli irriconoscibili anche a me stessa, come se qualcuno avesse preso la mia mente e l’avesse immersa in un bacino d’acqua, non per proteggerla ma per osservarne il lento appannarsi, il respiro che si accumula e si ritorce contro chi lo emette. Mi svegliavo già stanca, con la sensazione di
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28 marTempo di lettura: 6 min


Inedito siciliano
Mi consolavo da sola. Indossavo vestiti pesanti come drappi. Uno lo avevo acquistato sulle bancarelle del mercato alle Porte di Clignancourt. Parigi era grigia anche in Primavera, un aprile freddo sulla Senna. Lo ricordavo in gran segreto. Ma ero al Tempio. Il caldo abbrancava tumidamente il profilo delle cose, che brillavano nell’inganno; il bitume dell’asfalto, più in là, risalendo il corso, si arginava in false oasi, come piccoli ristagni, una cintola simile al ruscello ch
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26 marTempo di lettura: 3 min


Lupi Mannari
di Filippo La Torre Due destini nati nello stesso fango: Vincenzo cerca il riscatto attraverso la disciplina, Virginia si perde nell'abisso della strada. Una storia di redenzione possibile per tutti, tranne che per chi ha smesso di sognare. Sotto il cielo di una Palermo verace e ferale, l’infanzia di Virginia e Vincenzo si intreccia durante un temporale di fine estate tra i cortili polverosi di un antico Baglio agricolo. Quello che nasce come un legame innocente viene reciso
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25 marTempo di lettura: 6 min


Mademoiselle
Mademoiselle sedeva al tempio dunque. Il suo aplomb ordinatissimo. Il suo bel vestito lungo, verde come certe foglie d’autunno sui sentieri di un parco prima di ingiallire o di trasformarsi in macchie rossastre e scivolose. I suoi capelli erano bruni, spessi, acconciati da un lato. Aveva un’aria molto severa, composta, ma intimamente mademoiselle era vergognatissima, a disagio. La vita si accalcava in una piazza di pietra bianca. Gente, uomini, donne, vecchi, gente primitiva,
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23 marTempo di lettura: 3 min


La primavera, un affare di famiglia.
di Laura Torcoli La primavera è sempre stata la stagione preferita in famiglia, si aprivano le finestre e usciva quel poco di odore di stantio da permettere di immaginare e credere in un futuro migliore, avrebbe potuto rendere tutto ciò che il passato aveva dimenticato di consegnare alla nascita, un colore, un profumo, un regalo inaspettato, un nome, una sorpresa qualunque. La stagione dei boccioli e dei primi germogli, dei fiorellini azzurri cielo nei prati di campagna, ai b
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22 marTempo di lettura: 2 min
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