IL VASO CON LE DALIE
- veronicatomassini9
- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 3 min
Tutto è così reale e ci confonde. Siamo dentro un film dove protagonisti o comparse d’uomo riceveranno entrambi un Oscar per aver interpretato la vita.
Il senso delle cose diventerà scenografia di un qualcosa che crediamo esista.
Diventeremo icone per altri nuovi umani che ripeteranno la nostra stessa sceneggiatura.
Dalla postfazione di Giulia Longo, scrittrice e traduttrice, al libro di poesie di Pablo Paolo Peretti, di prossima uscita per Transeuropa, "Il vaso con le dalie".
Di seguito ne pubblichiamo alcuni brani.
Poesie
di Pablo Paolo Peretti
DOPO LA PIOGGIA
Vorrei, in questo istante
fare sposare la malinconia
a questa giornata
che fino a poco tempa fa era gravida di pioggia
e che ora mi sta regalando un inaspettato sole.
Tutto di colpo s’illumina
e nel grigio del mio cervello
qualcosa si muove
quasi a spazzare via questi maledetti ricordi
che mi vedono seduto su questa sedia
a contemplare il nulla.
Sono vittima dell’incertezza
delle cose che mi guardano
e sembrano dirmi
forse ti tormenteremo anche domani.
Nulla mi crea allegria
neanche
il giardino vestito d’estate
che mi urla di contemplarlo.
Ho bisogno del tuo vederti.
Le mattine fatte di caffè alle otto
e un bacio prima del lavoro.
Cosa m’importa delle stagioni
che ci sono e verranno
il mio essere contento era fatto
delle tue mani che mi toccavano
e dicevano: ”Ci sono”…
e devo inventarti
perché potrei morire di dolore…
Il miei occhi castani
sono diventati verdi a forza di piangere
e tu vuoi che viva
e lo faccio anche per te
mi fingo felice
anche se un pugnale nel cuore
è difficile da nascondere sotto una giacca.
LA STANZA DI UN POETA
La stanza di un poeta
è muta o parla da sola
talvolta urla
”Reagisci!”
Non far morire inutilmente le parole”.
È spoglia
o volutamente eccentrica
l’uomo artista
da bravo esteta
la rende spettacolo
difronte a un pubblico inesistente
e felice nel sapere che tra le quattro mura
vive il suo tormento d’uomo.
La stanza di un poeta
fa entrare le stagioni tra le finestre
regine assolute dei suoi scritti…
quei vetri prigionieri tra realtà e sogno
che non si incontrano mai
ma che si vedono senza toccarsi.
La stanza di un poeta
è ordine nel disordine
odora di peccato e santità
e lui
pigramente sbadiglia
e cerca ispirazione
lasciando il mondo fuori da quella porta
come fosse un diritto
un atto da vero poeta
anche se non sa ancora cosa significhi esserlo.

Note sull'autore:
Pablo Paolo Peretti è nato a San Donà di Piave (Venezia) e vive a Copenhagen.
Freelance opinionista per il mensile italiano MODA, NuovaEri Edizioni. Ha scritto due poesie per il romanzo "Noi due come un romanzo" di Paola
Calvetti, Edizioni Mondadori.
Nel 2015, esce il suo primo libro, in collaborazione con due scrittori italo/inglesi,
”Cucina di rabbia e poesia” - Edizioni NETtarget.
2016 , esce il suo secondo libro di poesie in italiano e inglese, "Crowded
airports and tired queens. Aeroporti affollati e stanche regine". Edizioni
NETtarget.
Nel 2018, esce il suo terzo libro di poesie in italiano e danese, ”Fem danske
hekse og en digter” ovvero ”Cinque streghe danesi e un poeta". Controluna Editore
Nel 2020, esce il libro di poesie in italiano e danese ”Essere o non
essere? Nessun problema”. Emersioni Editore
Nel 2022, esce il suo quinto libro di poesie ”La signora non è in casa” in
italiano/inglese - Emersioni/Castelvecchi Editore
Nel 2024, pubblica il libro di poesie ”Non mi cercare… io sono il mare”-
Non solo poesie Edizioni.
Nel 2026, di prossima uscita, il libro di poesie “Il vaso con le dalie (mille addii e
forse qualche ritorno), edito da Transeuropa Edizioni
Le sue poesie sono state lette su RAI 3, attirando lusinghiere critiche anche
su alcune riviste italiane.
Collaboratore e creatore d’eventi per la Società Dante Alighieri di
Copenhagen .
Collaboratore e creatore d’eventi per il circolo culturale sardo ”Incantos” di
Copenhagen.



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