La terra dei neri
di
Idria Pilogallo
LA TERRA DEI NERI
Anna rimane a fissare il mare, gli sbuffi che ondeggiano e si confondono in un unico blocco blu, finché finalmente sente la sirena di un piroscafo avvicinarsi e rombare sopra il bisbiglio del mare.
Il suo mare blu, quasi nero, scosso sempre, a volte violento e furioso.
Le nuvole di fumo dense e bianche annunciano con un fischio l’ingresso nel porto e si alzano nel cielo sereno. Con uno scatto Anna si rimette in piedi. Vede avvicinarsi l’imbarcazione, cauta e lenta. Sospira Anna e aspetta che attracchi.
Osserva i migranti sbarcare da una passerella in legno, accolti da modi bruschi. Da parte loro non giunge alcuna reazione: né uno scatto, né un segno di rabbia.
Solo un avanzare lento e a testa bassa che stride con il blu dell’acqua calma e libera.
Cerca lo sguardo di suo padre, lo trova e riprende a parlare, piano.
“Oggi vengo con te nella terra dei neri.”
Suo papà è un avvocato. L’avvocato del mare, come lo chiamano dalle sue parti. Ha studiato bene e si è laureato a pieni voti, un futuro denso di aspettative davanti a sé. C’era stato un momento in cui aveva pensato di mettersi in politica, ma non era successo.
In paese si dice che lasci il segno in quello che fa. Riesce perfino a coprire le brutture dimenticate da Dio.
Anna è la prima ad ammetterlo e, così, le battaglie di suo padre sbocciano in lei: Anna lotta e rimane accanto agli ultimi senza lasciarsi mai scoraggiare sebbene, in questo momento, la visione dei migranti stipati e presi a calci le parli una lingua cruda e selvaggia.
Pensa a Maslow, il bracciante di due anni prima. Le vengono in mente pensieri inesprimibili e invoca il Signore. Conosce le parole sante, le ha sentite in famiglia. Ricorda un breve tempo felice prima che il padrone dei campi mozzasse la mano a Maslow. Nel campo, davanti a tutti, perché fosse di monito. La punizione per aver rubato delle arance. Raccolte da terra. Avanzi buoni a nulla.
Anna non ha mai smesso di pensarci. Combatte ancora.
Suo padre per primo l’ha sostenuta nella lotta contro il caporalato, appoggiato dal brigadiere Fausto Corsini, amico di famiglia.
Anna conosce i rischi ma sa che ne vale la pena per dare un senso a quello che vuole: ritornare dove i migranti sono sopraffatti e liberarli dai soprusi.
Il mezzo sorriso che va e viene sulle labbra del papà le dice che, oggi, la riporterà con sé.
Anna si sposta verso la macchina, lo sguardo vitreo nella direzione dei campi, i pugni serrati, la convinzione di fare la cosa giusta. Diretta e spiazzante.
Da quelle parti i neri soffrono. Feriti nel corpo e nel cuore.
Sul sedile è irrequieta, ma, appena prendono la strada sterrata che sale sull’argine, quasi coperta da canne e invasa di baracche, intercetta qualcosa di più, qualcosa che va oltre. Da un muro, lungo il viottolo, sente un colpo secco e poi una voce frusciare: “Via, via di qui.”
Anna raccoglie quel bisbiglio come familiare e cerca gli occhi di suo padre. Li incontra e vede uno sguardo rivelato di tranquillità. Tira un sospiro profondo e abbozza solo un sorriso complice.
La macchina, nonostante la bassa velocità, solleva un polverone di terriccio e prosegue lenta.
A mano a mano che si avvicinano alla destinazione, il vento si fa più forte.
E scendono all’ inferno.
La terra dei neri è un deserto affollato, sporco e fatiscente dove anche la pietà è soffocata.
Era già stato così per lei.
Ricordava ancora la prima volta alla baraccopoli, quando si era rannicchiata su quel sentiero sassoso, chiusa tra il bosco e i campi, quasi a voler scomparire.
E Maslow che ansimava a terra, fermo e straziato. Lei, spettatrice e custode di un orrore.
In fondo, Anna non aveva mai smesso di pensare a lui sebbene poi le loro strade si fossero divise.
È da allora che il sogno di liberare la sua terra dalle prevaricazioni le è scalciato dentro diventando via via più forte.

Note sull'autrice:
Idria Pilogallo ha origini calabresi, vive in Toscana.
Dopo aver collaborato con il collettivo di Lingue de La Sapienza e con lo
SCRITTOio.org, focalizzando il suo livello di attenzione sul piacere della scrittura,
Idria Pilogallo muove i primi passi pubblicando due racconti brevi “Requiem” e
“Carcasse” per la Delos Digital.
Autrice di “Fragori nella mente” per Toscana Libri.



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