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La terra dei neri

20 mar
Tempo di lettura: 3 min

di

Idria Pilogallo


LA TERRA DEI NERI

 

Anna rimane a fissare il mare, gli sbuffi che ondeggiano e si confondono in un unico blocco blu, finché finalmente sente la sirena di un piroscafo avvicinarsi e rombare sopra il bisbiglio del mare.

Il suo mare blu, quasi nero, scosso sempre, a volte violento e furioso.

Le nuvole di fumo dense e bianche annunciano con un fischio l’ingresso nel porto e si alzano nel cielo sereno. Con uno scatto Anna si rimette in piedi. Vede avvicinarsi l’imbarcazione, cauta e lenta. Sospira Anna e aspetta che attracchi.

Osserva i migranti sbarcare da una passerella in legno, accolti da modi bruschi. Da parte loro non giunge alcuna reazione: né uno scatto, né un segno di rabbia.

Solo un avanzare lento e a testa bassa che stride con il blu dell’acqua calma e libera.

Cerca lo sguardo di suo padre, lo trova e riprende a parlare, piano.

“Oggi vengo con te nella terra dei neri.”

Suo papà è un avvocato. L’avvocato del mare, come lo chiamano dalle sue parti. Ha studiato bene e si è laureato a pieni voti, un futuro denso di aspettative davanti a sé. C’era stato un momento in cui aveva pensato di mettersi in politica, ma non era successo.

In paese si dice che lasci il segno in quello che fa. Riesce perfino a coprire le brutture dimenticate da Dio.

Anna è la prima ad ammetterlo e, così, le battaglie di suo padre sbocciano in lei: Anna lotta e rimane accanto agli ultimi senza lasciarsi mai scoraggiare sebbene, in questo momento, la visione dei migranti stipati e presi a calci le parli una lingua cruda e selvaggia.

Pensa a Maslow, il bracciante di due anni prima. Le vengono in mente pensieri inesprimibili e invoca il Signore. Conosce le parole sante, le ha sentite in famiglia. Ricorda un breve tempo felice prima che il padrone dei campi mozzasse la mano a Maslow. Nel campo, davanti a tutti, perché fosse di monito. La punizione per aver rubato delle arance. Raccolte da terra. Avanzi buoni a nulla.

Anna non ha mai smesso di pensarci. Combatte ancora.

Suo padre per primo l’ha sostenuta nella lotta contro il caporalato, appoggiato dal brigadiere Fausto Corsini, amico di famiglia.

Anna conosce i rischi ma sa che ne vale la pena per dare un senso a quello che vuole: ritornare dove i migranti sono sopraffatti e liberarli dai soprusi.

Il mezzo sorriso che va e viene sulle labbra del papà le dice che, oggi, la riporterà con sé.

Anna si sposta verso la macchina, lo sguardo vitreo nella direzione dei campi, i pugni serrati, la convinzione di fare la cosa giusta. Diretta e spiazzante.

Da quelle parti i neri soffrono. Feriti nel corpo e nel cuore.

Sul sedile è irrequieta, ma, appena prendono la strada sterrata che sale sull’argine, quasi coperta da canne e invasa di baracche, intercetta qualcosa di più, qualcosa che va oltre. Da un muro, lungo il viottolo, sente un colpo secco e poi una voce frusciare: “Via, via di qui.”

Anna raccoglie quel bisbiglio come familiare e cerca gli occhi di suo padre. Li incontra e vede uno sguardo rivelato di tranquillità. Tira un sospiro profondo e abbozza solo un sorriso complice.

La macchina, nonostante la bassa velocità, solleva un polverone di terriccio e prosegue lenta.

A mano a mano che si avvicinano alla destinazione, il vento si fa più forte.

E scendono all’ inferno.

La terra dei neri è un deserto affollato, sporco e fatiscente dove anche la pietà è soffocata.

Era già stato così per lei.

Ricordava ancora la prima volta alla baraccopoli, quando si era rannicchiata su quel sentiero sassoso, chiusa tra il bosco e i campi, quasi a voler scomparire.

E Maslow che ansimava a terra, fermo e straziato. Lei, spettatrice e custode di un orrore.

In fondo, Anna non aveva mai smesso di pensare a lui sebbene poi le loro strade si fossero divise.  

È da allora che il sogno di liberare la sua terra dalle prevaricazioni le è scalciato dentro diventando via via più forte.


Idria Pilogallo
Idria Pilogallo

 

Note sull'autrice:

Idria Pilogallo ha origini calabresi, vive in Toscana.

Dopo aver collaborato con il collettivo di Lingue de La Sapienza e con lo

SCRITTOio.org, focalizzando il suo livello di attenzione sul piacere della scrittura,

Idria Pilogallo muove i primi passi pubblicando due racconti brevi “Requiem” e

“Carcasse” per la Delos Digital.

Autrice di “Fragori nella mente” per Toscana Libri.



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